Quando le analisi non servono per il reato di guida sotto sostanze stupefacenti

Tag 03 Giugno 2013  |
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Accertamento sintomatico: così è troppo facile

Buona parte della giurisprudenza ha consolidato orientamento giurisprudenziale a tenore del quale, ai fini della configurabilità del reato in esame, è necessario che lo stato di alterazione venga accertato attraverso un esame tecnico su campioni di liquidi biologici, trattandosi di verifiche richiedenti conoscenze tecniche specialistiche.

D’altra parte, ulteriore indirizzo giurisprudenziale afferma che, ai fini della configurabilità del reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, lo stato di alterazione del conducente dell’auto non può essere desunto in via esclusiva da elementi sintomatici esterni, così come avviene per l’ipotesi di guida in stato di ebbrezza alcolica, essendo necessario che detto stato di alterazione venga accertato nei modi previsti dall’art. 187 C.d.S., comma 2, attraverso un esame su campioni di liquidi biologici. (Cass., Sez. 4, n. 47903/2004, Rv. 230508; Cass., Sez. 4, n. 20247/2006, Rv. 234464).

Più indizi creano il reato

Pur muovendo da tali premesse, una recente senteza della Corte di Cassazione (2013), ritiene che tramite il risultato delle analisi delle urine (che non costituisce di per sè prova certa del reato) e tramite la valorizzazione del comportamento del conducente è possibile comunque pervenire ad una sicura contestazione del reato di guida sotto sostanze stupefacenti.

Ossia la prova della guida in stato di alterazione derivante dall’assunzione di sostanze stupefacenti può essere raggiunta attraverso la combinazione del risultato di dette analisi con altri elementi indiziali, costituenti indici sintomatici dell’alterazione conseguente all’uso di sostanze stupefacente.

Se si considerano singolarmente sono irrilevanti. Se li combiniamo, allora, abbiamo la prova del reato.

In tal senso, l’asserita “sconsideratezza della condotta di guida” da parte dell’agente, e il “rilevato stato confusionale” in cui è stato trovato l’imputato al momento del fatto, si trasformano in prova schiacciante dello stato di alterazione.

Agli occhi di molti tale pronuncia presenta diverse contraddizioni e si spera rimanga una pronuncia isolata.

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